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10 Cose bellissime da vedere in Cina 19 Mar
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Viaggio in Cina: un itinerario di viaggio in Cina alla scoperta delle bellezze d’Oriente. Se la Cina è uno dei paesi più visitati del mondo non è perché è anche il più popoloso, ma perché unisce luoghi naturali impressionanti e una cultura ancestrale, una combinazione che lascia a bocca aperta tutti i viaggiatori diretti verso il lontano Oriente.

La cultura cinese è una delle più affascinanti, con le sue chiusure e leggende, storie meravigliose e luoghi magici, nonché natura e divertimento. Skyscanner vi svela gli angoli della Cina che non potete perdervi: quindi prendete appunti e, soprattuto, iniziate a pianificare il vostro viaggio in Asia, in questa terra meravigliosa!

1. PECHINO

Non ci sono dubbi, la capitale della Cina è una città grandiosa non solo per la sua incredibile densità di popolazione (più di 22 milioni di abitanti) ma soprattutto per la grandissima quantità di posti interessanti da visitare. Modernità e tradizione si mescolano in modo così naturale che sarà difficile rendersene conto, e ogni giorno vi troverete faccia a faccia con meraviglie architettoniche come il Tempio del Cielo o la Città Proibita, con luoghi carichi di storia come Piazza Tienanmen o il Mausoleo di Mao Tze Tung di fianco a grattacieli, negozi e ristoranti all’avanguardia che vi lasceranno a bocca aperta.

Pechino

2. CHENGDU

Volete vedere coi vostri occhi i famosi e adorabili orsetti bianchi e neri? A Chengduabbondano i centri di conservazione e cura di questi animali in pericolo di estinzione, e in molti di essi potrete vedere i panda in semi-libertà circondati da delizioso bambù. Vi consigliamo di andarci presto al mattino, quando i panda sono più attivi, e non dimenticate di informarvi bene su questi luoghi prima di andarci perché il benessere degli animali è sempre la priorità. Inoltre, Chengdu è la capitale della provincia di Sichuan,che vanta una cucina cinese unica, una delle cucine più interessanti (e piccanti!) di tutta la Cina: approfittatene e godetevi anche un buon safari gastronomico!

Panda

3. XI’AN

Come se contemplare un esercito del III secolo a.C. composto da più di 8.000 statue di terracotta a grandezza naturale, con il loro seguito di cavalli e carrozze, non fosse una scusa sufficiente per viaggiare fino a Xi’an, questa città è considerata il punto più orientale della famosa Via della Seta, con tutte le sue storie affascinanti e misteriose. A Xi’an potrete scoprire la Cina più tradizionale, rappresentata dalla bellissima muraglia cinese e dalle torri imponenti della Campana e del Tamburo, ma anche un quartiere musulmano talmente autentico che non saprete più se vi trovate nel gigante asiatico o in Marocco.

Terracotta warriors

4. LA GRANDE MURAGLIA

Al contrario di ciò che dice il mito, la Grande Muraglia non è visibile dallo spazio; ma nonostante questo dettaglio questa spettacolare costruzione di più di 21.000 chilometridi lunghezza è una delle attrazioni principali della Cina. La costruzione della fortificazione cominciò nel V secolo a.C. ma continuò ad ampliarsi e migliorarsi fino al XV secolo, per proteggere l’impero dalle costanti minacce di invasione. Nonostante molte zone siano state fortemente danneggiate, la muraglia continua a stare in piedi ed è facilmente raggiungibile da Pechino. Il pezzo conservato meglio e, quindi, più turistico è quello di Badaling (a 80 chilometri dalla capitale), ma se avete voglia di più avventura potete visitare la zona di Simatai e Jinshanling, dove ci sono aree ancora non restaurate.

La grande Muraglia

5. SHANGHAI

La skyline di Shanghai è tra le più impressionanti del mondo, soprattutto se si contempla dal Bund, il lungofiume in stile coloniale della città. Nella seconda capitale della Cina non si può mancare una passeggiata per l’animatissima e moderna Nanjing Road (l’arteria commerciale di Shanghai) ma anche una visita alla Città Antica e l’esplorazione dei Giardini di Yuyuang, dei bellissimi giardini privati del XVI secolo che vi faranno venire voglia di fotografare ogni singolo angolo.

Shanghai

6. BUDDHA DI LESHAN

Sul fianco di una scogliera, alla confluenza dei fiumi Dadu, Jianng e Qingyi e a qualche ora di distanza da Chengdu, si trova la statua di pietra di Buddha più alta del mondo. Il famoso Buddha di Leshan raggiunge i 71 metri di altezza e venne scolpito nel VIII secolo con l’obiettivo di vigilare le sponde dei fiumi, poiché le acque erano così agitate da far affondare ogni barca che provasse a navigarci. Oggi si può visitare il tempio di Dafo annesso, in cui potrete ammirare altre statue buddhiste prima di contemplare coi vostri occhi l’enorme Buddha all’esterno.

Leshan

7. YUNNAN

Le antiche città di Dali, Shaxi, Lijiang o Shangri-La sono alcuni dei regali che questa regione vi riserverà se deciderete di spingervi nel sud-est della Cina. Ma non è finita qui: nella regione di Yunnan troverete anche le terrazze di riso di Yuangyang, tra le più belle di tutta l’Asia, e la Gola del Salto della Tigre, il canyon fluviale più profondo del mondo. La vicinanza di questa zona della Cina al sud-est asiatico e alle montagne del Tibet è percepibile nella combinazione affascinante di minoranze etniche che popolano le sue valli e città, dando allegria e colore e riempiendo di entusiasmo ogni viaggiatore con i tanti usi e costumi tradizionali.

Yunnan

8. YANGSHUO

Le curiose formazioni montagnose ricoperte di vegetazione sulle rive del fiume Liattraggono ogni anno migliaia di escursionisti, che accorrono incantati dal paesaggio e dalle tante attività che offre Yangshuo. Oltre al popolare rafting nelle imbarcazioni di bambù, conviene sfruttare la zona e dedicare qualche giorno ad un giro in bicicletta tra le risaie, una scalata o una visita alle bellissime grotte nelle montagne.

Yangshuo

9. HONG KONG

Gli amanti della vita urbana impazziranno per Hong Kong, una delle città più moderne del mondo e ricchissima di contrasti. Oltre a contemplare gli affascinanti grattacieli illuminati da uno spettacolo di luci ogni giorno alle 20.00 dalla Avenue delle Stelle, non potrete lasciare Hong Kong senza essere saliti al Victoria Peak, il monte più alto della città, possibilmente all’ora del tramonto. Dedicate qualche giorno del vostro viaggio a vivere come un autentico abitante di Hong Kong, scoprite la cucina cantonese nei mercatini notturni, uscite a far festa in Lan Kwai Fong o fate un po’ di sali-scendi sulle scale più lunghe del mondo, le Central-Mid-Level escalators.

Hong Kong

10. SUZHOU

“In cielo c’è il paradiso, sulla terra ci sono Suzhou e Hangzhou”. Così recita un antico proverbio locale per descrivere la Venezia cinese, la bellissima Suzhou. A 30 minuti scarsi da Shanghai si trova questa città piena di canali, giardini e pagode squisitamente mantenuti, che la rendono la meta ideale per una fuga dalla giungla di grattacieli della metropoli vicina.

Suzhou

 

5 buone ragioni per scegliere la Cina 19 Mar
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Articolo di Luca Scaini.

Dopo i tantissimi contatti di connazionali interessati, incuriositi o affascinati dalla Cina, mi sono guardato attorno e parlando con alcuni altri expat ho messo giù due righe sui pro e i contro della Cina.

La premessa sono le 3 paroline magiche:

QUALITA’. COMPETENZA. METODO.
La Cina ricerca disperatamente questo. E paga in maniera proporzionale al livello che possiamo trasmettere al popolo cinese.

Per poterlo mettere in pratica occorre: INGLESE e TITOLO DI STUDIO

1. Life Style e Qualità della vita: in Cina si sta meglio

Parto dall’assunto che abbiamo scelto una grande metropoli in cui le aziende occidentale e giapponesi sono già presenti da anni e il nostro life style è già arrivato.

Shanghai, Pechino, Hong Kong, Canton, Guangzhou (ad esempio, sono le mete più gettonate) offrono tantissimo in termini di qualità della vita.

Uno potrebbe vivere qui senza mai incontrare la realtà cinese, se non per quella che è la vita e lo standard lavorativo locale.

Se siamo orientati ad una serie di grandi città meno occidentalizzate, la Cina offre meno come standard internazionali (fino a niente) ma la qualità della vita è migliore.

La Cina offre gli stessi locali, cibo, posti, prodotti del mondo che mi sono lasciato alle spalle.

E in questo caso anche gli stessi prezzi, o più alti, e problemi.

Personalmente dei prodotti di moda o dei locali fighetti non me ne frega niente, se però li cercate, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

In generale con molto meno soldi e con pretese meno occidentali si può vivere alla grande, direi di lusso.

Le scuole internazionali –costose- non mancano, come i posti in cui vanno solo occidentali. Spesso questo life style è posticcio, falso, vuoto.

Io ho scelto una via di mezzo, melting pot tra occidente e oriente, anzi tra expat e local.

Evito come il fuoco i posti per stranieri, ma anche evito di invadere la sfera cinese e se lo faccio mi comporto con umiltà, educazione, discrezione.

La Cina è la prima economia del mondo per un motivo: umiltà, ragazzi, umiltà!

In Cina si vive bene, slalomando quegli aspetti più duri di cui vi dirò.

E se gli aspetti positivi sono fantastici, sappiate che quelli duri sono difficilissimi da accettare.

Per me, facendo lo stesso lavoro, le stesse ore, nello stesso tipo di scuola la qualità della vita è migliorata del 300%, direttamente proporzionale allo stipendio più alto e al costo della vita più basso, mettendo a paragone gli aspetti positive dell’Italia e quelli della Cina, ma anche le tegole negative.

2. Lavoro e Insegnamento

C’è!

Non è una battuta, il lavoro c’è, esiste, non è estinto!

Uno qui può fare il lavoro per cui ha studiato (ho conosciuto curatori di gallerie d’arte di trent’anni laureati in quelle che sono lauree “difficili” da noi.

Nessuno si offenda, io sono laureato in storia medievale!

Sono percorsi difficili per entrare nel mondo del lavoro!

Ricercatori universitari ed esperti di visual, o marketing.

Si lavora tanto (e per me è un PRO) e si guadagna dignitosamente.

5 giorni alla settimana, 9 ore (anche 10) perché in realtà quando venite qua, ci venite per il lavoro, questo farete, è la vita degli expat: “first to fight, last to stand”, dico ai miei giovani docenti o ricercatori.

25 giorni di ferie all’anno (anche meno) e se vi capita che vi diano un giorno in più il Governo ve lo fa recuperare (oggi, 4 gennaio, scrivo dal lavoro, è un normale giorno lavorativo per recuperare il “ponte” del 2 gennaio. Ed è domenica, tutti cinesi lavorano).

E non si sgarra.

Altissima meritocrazia.

Altissime aspettative.

Manca qualità e management.

Ecco cosa veniamo a fare.

I manager, non i direttori.

Dobbiamo insegnare a loro a farlo.

Il lavoro c’è se possiamo portare qualità.

Metodo.

Competenza.

In ogni settore.

3. Rispetto e Cultura

Lo vogliamo, e dobbiamo portarne.

Gli expat, o i foreigners sono visti come assoluti maestri di ciò che fanno, alieni provenienti da mitici eldorado, ma si sono anche fatti conoscere (male) per la loro spocchiosità e superbia: non sappiamo sorridere e porci con umiltà e gentilezza, mentre la Cina ci tratta come risorse preziose.

Qui avremo amicizia, rispetto, onori, soldi, attenzioni, gentilezza, finche’ serviamo, almeno.

Sennò se non sappiamo integrarci nella cultura locale, stiamo solo occupando spazio (vitale).

La Cina ha 5000 anni di storia, che magari la rivoluzione culturale ha cancellato dalla memoria di molti cittadini, ma che esiste e verrà riscoperta.

Hanno sistemi di apprendimento diversi, non sono stupidi, gli studenti e i lavoratori sono timidi, fa parete della loro educazione, non sono imbranati.

Hanno la loro enorme cultura antropologica, che troppe volte non viene capita.

Sembra banale, ma non lo è, e ho visto tante persone isolarsi nel mondo di cartapesta dei foreigners e non integrarsi affatto.

In Cina non si parla l’inglese, abitualmente, ma sfido chiunque a vivere in Italia o in Francia con il solo inglese!

Ma se fate quel piccolo sforzo per farvi capire e non imporvi, la Cina farà lo stesso sforzo verso di voi.

E’ un Paese che ha grandissimo rispetto per ciò che facciamo, e ha una cultura endemica impressionante, centinaia di regole non scritte ma da capire.

Una cosa curiosa è che, per il momento, è molto più la Cina che si adatta agli expat che viceversa: siamo così rispettati e importanti che ci è stato costruito attorno un mondo su misura.

4. Money

In Cina dicevo, si vive benissimo con poco.

Un occidentale vive meglio che in occidente ma con meno soldi, e c’è tutto ciò che abbiamo noi.

Gli stipendi sono – per gli expat – interessanti e anche un giovane disoccupato, in cerca di esperienza, se ha i requisiti base, si può costruire un signor curriculum ed una carriera.

Ho pagato ad un giovane alla prima esperienza 500 RMB all’ora (70 euro circa, netti) per insegnare principi di ragioneria e statistica.

Una ragazza che insegna italiano prende altrettanto.

Poi, sinceramente, se i ragazzi se ne arrivano con un percorso di studi traballante (lauree mediocri in 6 o 7 anni) e un inglese ridicolo, non è che ci si possa aspettare tanto.

In Cina la tassazione è semplice e umana (tipo 10% dell’imponibile o 5% del fatturato).

Le aziende vi pagano loro le tasse e discuterete sempre sulla base del netto.

E poi c’è la mitica compensazione!

Contributo per l’affitto della casa (o un appartamento, stanza, quello è direttamente proporzionale alla vostra bravura/ruolo), volo aereo a/r, assicurazione (che può coprire anche il dentista o i famigliari), utenze, anche i trasporti urbani.

Con la compensazione potreste pagarci il 50% e più delle vostre necessità.

Tutto il sistema dei pagamenti si basa su un circuito locale (Union Pay) e potreste vivere in Cinaentrando in banca il giorno in cui aprite un conto e in cui lo chiudete, prelevando, pagando bollette, affitti, facendo bonifici attraverso le macchine ATM.

Tutto gira attorno ai soldi, e loro hanno imparato già a far girare tutto molto molto bene.

Tutto ciò che si fa lo si fa per soldi, valiamo in relazione a quanto possiamo far fruttare.

Non esistono altri metri.

5. Possibilità

La Cina è un Paese pieno di opportunità.

E di tentazioni (parlo di lavoro).

Se riuscite a entrare nel canale lavorativo, non vi fermate più, ci sono più opportunità di cose da fare di quante davvero se ne possano cogliere.

Ma solo se si hanno quei tre requisiti di base.

In ogni settore, dal cameriere al professore, dal cuoco alla commessa.

Una mia conoscente qua ha iniziato come commessa per pagarsi l’affitto e appena ha dimostrato competenza (veniva da una scuola di moda) ha iniziato a gestire gli acquisti e ora fa la buyer di tutti i negozi delle proprietaria.

Conosco un geometra che qui fa l’architetto e un ragazzo che riparava pc nel retrobottega che qui è un IT manager.

Ovviamente non è tutto rose e fiori, la prossima volta vi racconterò 5 motivi per non venire in Cina.

 

Luca Scaini

Questa è una guida completa per trovare lavoro come insegnante d’inglese in Cina. La guida consta di circa 10.000 parole e, anche se abbiamo pubblicato solo un breve riassunto in italiano, puoi trovare l’articolo completo nella versione inglese di SDC!

Perché insegnare l’inglese in Cina?

La Cina offre delle opportunità straordinarie per i madrelingua interessati all’insegnamento della lingua inglese negli istituti scolastici pubblici e privati.

Attualmente la popolazione cinese vuole assolutamente migliorare la propria conoscenza della lingua inglese e questo è diventato anche una delle priorità principali del Ministero della Pubblica Istruzione. In quello che è oggi il Paese più popolato del mondo (quasi 1,4 miliardi di abitanti), è facile capire perché ci siano così tanti posti di lavoro disponibili.

Le scuole sono alla costante ricerca di bravi insegnanti ed offrono stipendi competitivi, ma non è sempre facile trovare lavoro legalmente. Sembra che il Governo stia rendendo la cosa più difficile e, comunque, non è facile per gli insegnanti a tempo pieno ottenere l’ambìto visto Z che permette di lavorare legalmente in Cina.

Detto questo, se esamini a fondo il mercato, segui le procedure corrette ed adotti una certa cautela ed il buon senso nelle domande di lavoro, potresti vivere un’esperienza appagante e molto gratificante nell’ambito dell’insegnamento.

Diamo un’occhiata a ciò di cui hai bisogno per qualificarti come un insegnante d’inglese in Cina e come e dove candidarti per un lavoro legale.

Requisiti per il visto

Insegnare legalmente in Cina

In Cina il lavoro degli insegnanti d’inglese è regolamentato dallo State Administration of Foreign Experts Affairs (SAFEA).

Solo le scuole autorizzate dallo State Administration of Foreign Experts Affairs possono richiedere la “lettera di invito” ed il “certificato di lavoro in qualità di esperto straniero”. Questi documenti sono necessari per ottenere l’importante “visto Z” che ti permetterà di guadagnare denaro legalmente in Cina.

Per saperne di più sul visto Z (o permesso di lavoro) da’ uno sguardo a questo articolo.

Insegnare part time in Cina come studente

Se sei uno studente a lungo termine ed hai il visto X1, ora ti è consentito lavorare fino a quando ricevi il permesso della tua università.

Secondo il Law and Border uno studente, titolare del certificato di soggiorno a lungo termine per motivi di studio, che vuole lavorare part-time fuori dal campus, deve ricevere l’approvazione dalla scuola e poi presentare domanda al PSB Exit-Entry Administration che inserirà una notazione sul suo certificato di residenza attestante il lavoro part-time.

Questo non vale per gli studenti in possesso del visto X2 a breve termine.

Sembra che la Cina sia ancora in attesa di un “quadro” per i regolamenti inerenti questa modifica della legge e in molte città non è ancora possibile presentare domanda per ricevere tale autorizzazione ai lavori part-time. Se ci sono studenti che hanno presentato domanda ed hanno ricevuto un riscontro positivo, ci piacerebbe sentire il loro parere.

Insegnare illegalmente in Cina

Ci sono molti insegnanti che vivono e lavorano in Cina con i visti Z validi. Ma c’è anche un gran numero di docenti che lavora illegalmente con visti commerciali e turistici e che ha incontrato problemi significativi.

E’ importante ricordare che, lavorare in Cina senza un visto Z valido, è illegale. Se vieni sorpreso senza questo visto, verrai perlomeno messo in carcere, multato ed avrai due settimane per fare i bagagli e lasciare la Cina. Il tuo conto in banca potrebbe essere congelato e ti vedrai apporre sul passaporto il deludente timbro di “espatriato”.

Sentiamo sempre più storie di “retate” di lavoratori clandestini, in particolare nelle piccole scuole materne e nelle scuole private in cui non è stata rilasciata la giusta licenza per assumere stranieri. Queste scuole vengono anche multate pesantemente.

InsegnamentoScolari felici – desiderosi di apprendere

Di quali qualifiche ho bisogno?

E’ difficile creare una guida definitiva sulle qualifiche necessarie per insegnare l’inglese in Cina. Questo perché ogni provincia ha le sue regole ed i requisiti previsti dalla State Administration of Foreign Experts Affairs (la principale amministrazione cinese che rilascia i visti di lavoro per gli insegnanti) sono ambigui.

Questi sono i requisiti della State Administration of Foreign Experts Affairs di cui un richiedente dovrebbe essere in possesso:

  • laurea (a quanto pare, tale requisito è in fase di verifica);
  • due anni di esperienza nell’insegnamento;

L’uso della parola “dovrebbe” ha fatto sì che tali requisiti siano spesso lasciati aperti ad una gran quantità di interpretazioni. Di conseguenza, in alcune province e città è stato possibile ottenere il visto Z senza una laurea e un’esperienza verificabile nell’insegnamento.

Tutto ciò sta diventando sempre meno comune, soprattutto nelle città di primo livello come Shanghai e Pechino. Mentre il governo si impegna ad eliminare questa scappatoia, le scuole e gli enti locali di tutta la Cina stanno elevando i loro standard. Pertanto, dovresti verificare le informazioni più recenti disponibili al momento della presentazione della tua domanda di lavoro se non soddisfi le condizioni imposte dallo State Administration of Foreign Experts Affairs.

Ultimamente abbiamo saputo che è necessario anche essere in possesso di un passaporto in corso di validità appartenente ad un Paese anglofono, così come attualmente stabilito dal governo cinese. Questi Paesi sono: Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa ed Irlanda.

Questo è quello che potrebbe accadere nelle città di primo livello di Pechino, Shanghai e Shenzhen, ma non potrebbe verificarsi necessariamente nelle altre città più piccole. Al momento non c’è nulla di ufficiale a sostegno di quanto appena detto, a parte alcuni siti web che citano queste nuove direttive.

 

Per insegnare in molte scuole private o aziende locali, sarai anche tenuto ad essere in possesso della qualifica del TEFL (oppure una qualifica equivalente) con almeno 120 ore di studio. Maggiori informazioni sul TEFL le trovi di seguito.

I limiti dell’età lavorativa si basano sull’età pensionabile obbligatoria cinese che, attualmente, è di 60 anni per gli uomini e di 55 per le donne. A causa della pressione subita dai fondi pensione cinesi, questi limiti di età, al momento, sono in fase di revisione e ci si aspetta che verranno elevati nel corso dei prossimi cinque anni.

InsegnamentoStudenti in una scuola d’inglese privata

Insegnare l’inglese come un non madrelingua

L’insegnamento dell’inglese non dovrebbe essere limitato ai soli madrelingua. Sappiamo tutti che, nei Paesi in cui l’inglese non è la prima lingua, ci sono tantissime persone che lo parlano in maniera estremamente fluente.

Eppure sembra che, attualmente, nelle città cinesi di primo livello sia sempre più difficile ottenere un posto di lavoro come insegnante di lingua inglese con un visto Z se non sei un cittadino appartenente ad un Paese di lingua anglofona, come specificato precedentemente. Sembra che ci sia una certa dose di ambiguità su questo argomento e che vi siano poche informazioni concrete disponibili per sostenere la linea ufficiale, in un modo o nell’altro.

Molte agenzie online affermano che il Governo cinese rilascia il visto Z solamente ai madrelingua, mentre altri affermano che ciò che conta è la padronanza della lingua. Fino ad oggi non sono riuscito a ricavare dei chiarimenti dal sito della State Administration of Foreign Experts Affairs, ma aggiornerò questo articolo se verrà fuori qualcosa.

So per certo che a Shenzhen molte delle scuole di lingua private non accetteranno più i non madrelingua – la mia scuola è chiara su questo aspetto. Tuttavia, gran parte di questo settore privato dell’insegnamento riesce soddisfare gli studenti cinesi delle scuole private che vogliono un “volto bianco” e che preferiscono un accento americano o inglese. Purtroppo, il denaro conta!

Detto questo, ci sono tantissimi insegnanti, provenienti da Paesi non anglofoni, che lavorano in Cina ed è difficile stabilire se sono in possesso del visto Z o se lavorano illegalmente.

 

Se sei un insegnante non madrelingua inglese e stai presentando domanda di lavoro, il mio consiglio è di porre prima questa domanda: chiedi se potrai ottenere il visto Z e, se ci fosse qualche dubbio, fa’ attenzione perché potresti finire per lavorare illegalmente.

Se non riesci a trovare lavoro nelle città di primo livello, prova nelle città di secondo o terzo livello: le norme variano da provincia a provincia, perciò potresti scoprire che, trovare lavoro, non è un problema in altri posti.

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